Archivio per Gennaio, 2008

Juve-Van der Vaart: contatto. “Spero facciano presto”

“E” bello sapere che la Juventus mi vuole”. Con questo lancio Rafael van der Vaart non smette di sognare un futuro bianconero. L”attaccante olandese dell”Amburgo e” da tempo nel mirino della Vecchia Signora e, secondo il quotidiano ”Bild”, martedi” ci sarebbe stato un contatto ufficiale con il club tedesco. Secondo il giornale, il direttore sportivo bianconero Alessio Secco avrebbe incontrato i dirigenti anseatici: “Non abbiamo nulla da dire”, ha comunque fatto sapere il direttore sportivo dell”Amburgo, Dietmar Beiersdorfer. Da qui e” stato lo stesso Van der Vaart a farsi piu” criptico, forse per rispettare il volere societario. “Non so se sia stata presentata un”offerta all”Amburgo – ha commentato il 24enne -. Ma prima si chiarisce tutto, meglio e””.

L”olandese ha rifiutato di prolungare il contratto che lo lega alla societa” tedesca fino al 2010. Il giocatore puo” liberarsi nell”estate 2009 versando appena 1,5 milioni di euro.

Lascia un Commento

European Tour: Canonica e Molinari in Qatar

Emanuele Canonica e Francesco Molinari prendono parte al Commercialbank Qatar Masters in Qatar. La manifestazione si terra` dal 24 al 27 gennaio ed e`p valida per l`European Tour. I due italiani sono in cerca della forma migliore dopo la prestazione di Abu Dhabi dove il primo e` uscito al taglio e Molinari si e` classificato 39°.

I dollari del piccolo Emirato hanno prodotto un ottimo file in cui spiccano i nomi degli spagnoli Sergio Garcia e Miguel Angel Jimenez, dell`australiano Adam Scott, del neozelandese Michael Campbell, del sudafricano Retief Goosen, dello scozzese Colin Montgomerie, degli inglesi Luke Donald e Lee Westwood e degli indiani Shiv Kapur e Jyoti Randhawa. Il montepremi e` di 1.710.000 euro dei quali 285.071 andranno al vincitore.

Per maggiori informazioni vai sul sito di Datasport

Lascia un Commento

Sirio Hotel: Paolo Donati è il nuovo sales and marketing manager

Paolo Donati ricoprirà la carica di sales and marketing manager della Sirio Hotel e sarà anche hotel manager del Victoria Terme Hotel, il nuovo albergo del gruppo che aprirà i battenti il prossimo febbraio nel Parco Termale delle Terme di Tivoli e di cui curerà il lancio. Paolo Donati ha iniziato la sua attività professionale dirigendo alcuni alberghi della Riviera Adriatica, per poi passare a ricoprire il ruolo di direttore di alberghi del gruppo B&H Hotels, tra cui il Waldorf Hotel di Roma. Nel 2004 sempre per B&H Hotel, viene nominato general manager dei sette alberghi di proprietà, tra cui i due 4 stelle Ambasciatori e Diplomat di Firenze. «Una sfida che raccolgo con entusiasmo per la solidità e affidabilità del marchio Sirio Hotel e nella convinzione che Tivoli può diventare uno dei poli d’eccellenza per il termalismo italiano, soprattutto grazie alla presenza di una ricettività di alto livello, rappresentata dai due alberghi di punta della Sirio Hotel, ovvero il Duca d’Este, assai conosciuto nel mercato del turismo d’affari e corporate e il Victoria Terme Hotel, destinato a diventare un punto di riferimento dell’ospitalità di Tivoli».

Lascia un Commento

Entrate da record per gli hotel di fascia alta in Francia

Le previsioni di Mkg Hospitality sulla ricettività francese non sono state smentite. Nel corso del 2007, infatti, le catene alberghiere del Paese hanno registrato un incremento del giro d’affari pari all’11%, raggiungendo gli 8,5 milioni di euro, mentre il revPar è aumentato del 9,2%. Le performance migliori sono quelle registrate dagli hotel di fascia media e alta, i 3 e i 4 stelle, che hanno riportato un incremento rispettivamente del 9,9 e dell’11,4%. In netta ascesa anche il tasso di occupazione; quest’ultimo, per gli hotel di fascia alta, è aumentato di 3 punti percentuali, a testimonianza della forte domanda. Incisivo l’impatto del turismo business, soprattutto nei quattro stelle; l’aumento della domanda ha provocato un?ascesa delle tariffe medie che, proprio in questa fascia di alberghi, sono rincarate del 7%

Lascia un Commento

Nuovi scatti per Brutal Legend

La Double Fine Productions ha pubblicato qualche immagine per il titolo ancora in fase di sviluppo, Brutal Legend, di cui ancora non si ha una data precisa di uscita.

Solo tre scatti, neanche troppo convincenti: aspettiamo uno sforzo più concreto da parte di questa software house per valutare il gioco almeno da un punto di vista grafico.

Lascia un Commento

Bionic Commando: il filmato in-game

Presentato al CES 2008, questo clip comincia a dare una dimensione più precisa al gameplay di un gioco, Bionic Commando, alquanto atteso da appassionati vecchi e nuovi.

L’impressione grafica non è convincente ma, trattandosi di una demo, possiamo soprassedere.L’azione pare, al contrario, molto interessante sebbene chi soffra di mal di mare temo sarà costretto a soffrire non poco con questo titolo.

Diciamo che ci pare il caso di rimandare altri commenti: speriamo in meglio ma comunque è presto per parlarne, sia bene che male.

Lascia un Commento

I sindaci scoprono di perdere consensi

Lunga esperienza, personalità forte, totale assenza di esitazioni nell’accendere la polemica, meglio se contro la propria maggioranza e il proprio partito. È questo l’identikit del “sindaco ideale” secondo il rigido criterio del consenso. Consenso che, certo, non è sinonimo automatico di buona amministrazione, ma che in ogni caso detta l’ultima parola quando la politica passa dalle urne.

E alle urne è sempre andato tranquillo Vincenzo De Luca, che guida quest’anno la graduatoria del Governance Poll dopo una storia elettorale costellata di successi a volte plebiscitari. Vicesindaco di Salerno nel 1990 e sindaco dal ‘93 al 2001, gli anni del rinascimento urbanistico della città, ha poi dovuto saltare un turno per sopraggiunti limiti di mandato, ed è stato eletto alla Camera dove siede tuttora. A Roma è nei ranghi del Partito Democratico, ma a Salerno la polemica con la “sua” coalizione è stata feroce, fino a portarlo di nuovo a Palazzo di città contro buona parte dello stesso centrosinistra. Un’alleanza composita, dalla Margherita a Rifondazione passando per Di Pietro, Rosa Nel Pugno e parte dei Ds, gli aveva opposto la candidatura di Alfonso Andria, che si è infranta al muro del ballottaggio.

Nelle polemiche, del resto, De Luca si sente a casa. Quelle con la Regione non si contano, dal presidente Antonio Bassolino, definito «arrogante con un potere sconfinato», all’assessore alla Sanità Angelo Montemarano, titolare secondo il sindaco di una «gestione indecente». Beppe Grillo, che gli contesta il favore per gli inceneritori, è «un guitto che prende 60mila euro a comparsata», e padre Alex Zanotelli, che segue la linea del comico, «va denunciato per procurato allarme».

Ma l’esuberanza del sindaco non si ferma alle parole: il consenso record è nato dalla rivoluzione urbanistica, oltre che da una buona dose di populismo che di recente lo ha spinto a dotare i poliziotti municipali di manganelli, per cacciare zingari e clandestini. E anche chi gli riconosce molti meriti ha storto il naso di fronte a una delle sue ultime idee: quella di posare le sue ceneri ( il più tardi possibile, ovviamente) al centro della nuova piazza (della Libertà) pensata per competere con la napoletana Piazza del Plebiscito. Antonello Caporale, che ha raccontato la storia sul sito di Repubblica, gli ha affibbiato una definizione cattiva ma calzante: «il Chavez della Campania »,che ha portato«l’antipolitica al potere».

Ma gli aspiranti primi cittadini possono stare tranquilli, perché l’essere sopra le righe non è la via obbligata verso il consenso. Lo sanno bene i torinesi, che hanno visto svilupparsi quello che negli anni è diventato il «caso » Chiamparino. Entrato a Palazzo di Città quasi controvoglia (la candidatura gli piombò addosso nel corso della campagna elettorale del 2001, dopo la morte improvvisa di Domenico Carpanini), anche Chiamparino ha saputo consolidare un seguito record, che alle elezioni del 2006 lo ha reso il sindaco più votato d’Italia e lo ha abbonato alle posizioni di testa del Governance Poll ( l’anno scorso era primo, quest’anno secondo a due lunghezze dalla vetta).

Lo stile di Chiamparino, e il contesto in cui opera, non potrebbero essere più diversi da quelli di De Luca, ma i tratti comuni non mancano: prima di tutto la tendenza ad accantonare la fedeltà di partito o di coalizione («fra la sopravvivenza della mia maggioranza e quella del collegamento con Lione scelgo subito la seconda », ha spiegato più volte Chiamparino nelle diatribe sulla Tav), e poi il fatto di aver guidato la città in periodi di profonde trasformazioni, come quello che a Torino è stato scandito dalle Olimpiadi invernali, dalla rinascita della Fiat e dallo sviluppo della città dei servizi e della cultura. Altre volte, invece, una drastica cura ricostituente alla fiducia dei cittadini può arrivare da una campagna elettorale ben congegnata. Come quella che quest’anno a Reggio Calabria, in uno dei turni amministrativi più affollati a memoria d’uomo (più di 3.500 candidati in una città di 180mila abitanti) ha regalato il secondo mandato con il 70% a Giuseppe Scopelliti (sostenuto da 21 liste), il giovane sindaco che nel Governance Poll 2006 totalizzava un incolore 52% di consensi.

Per rendere stabile l’exploit, anche Scopelliti potrebbe scegliere la strada della personalizzazione, stando però attento a non infilarsi nelle pastoie di un braccio di ferro defatigante con la coalizione di maggioranza. Come accade, nella vicina Cosenza, a Salvatore Perugini, alla guida di una Giunta di centrosinistra dopo che nel 2006 è stato sfiduciato il sindaco diessino Eva Catizone. Una battaglia intestina, quella del centrosinistra cosentino, che non conosce tregua, e che giorno dopo giorno ha eroso il consenso nei confronti di Perugini fino a portarlo al 40 per cento:il più basso d’Italia. Insieme a lui, fra i pochi sindaci che non sarebbero rieletti se si votasse oggi, si incontrano Umberto Scapagnini, che guida una Catania in lotta per la sopravvivenza contro i deficit di bilancio, e Rosa Russo Iervolino, a cui il nuovo capitolo dell’infinito dramma rifiuti del napoletano non ha certo giovato.

Mentre a Bologna Sergio Cofferati, anche lui da tempo ai ferri corti con parte della sua maggioranza, divide la città in due parti uguali, dopo aver perso per strada in un anno quasi il 6 per cento. Il segno meno accompagna anche Walter Veltroni, che perde 7 punti rispetto al 2006 e per la prima volta si allontana dalle posizioni di testa dei sindaci più amati. Il nuovo abito da leader del Pd, evidentemente, lo sta allontanando un po’ troppo dal Campidoglio e dintorni dove, sottotraccia, sono già partite le grandi manovre per il successore. Che uno smottamento dell’incerto quadro politico nazionale potrebbe proiettare sulle scene ben prima del 2011, data di scadenza del secondo mandato veltroniano.

Del resto anche gli altri sindaci che occupano più o meno spesso le pagine nazionali dei giornali non sembrano brillare più di tanto. A Firenze Leonardo Domenici, al centro dell’infuocata polemica sulla nuova metrotramvia che dovrebbe lambire Santa Maria del Fiore, rimane ancorato al 60%, sei punti sotto il livello raggiunto nelle elezioni del 2004, a Venezia Massimo Cacciari guadagna qualcosa, ma continua a viaggiare a metà classifica mentre a Milano Letizia Moratti, stretta fra i no all’Ecopass e le indagini sulle sue nomine comunali, se si votasse oggi avrebbe vita difficile nella corsa a Palazzo Marino.

Lascia un Commento

Mutui: le famiglie in difficoltà aumentano dell’8,45 per cento

Crescono le famiglie italiane con il conto in rosso o che non riescono a far fronte alle rate del mutuo o ai prestiti. Secondo i dati della Banca d’Italia riportati nel supplemento «Banche e
Fondi comuni» del Bollettino statistico, in un anno,
da ottobre 2006 a ottobre 2007, le «sofferenze» sono cresciute dell’8,45% a
circa a 11 miliardi di euro. A ottobre scorso infatti il rosso delle famiglie è salito a
11,292 miliardi di
euro, 880 milioni in più dei 10,412 mld di un anno prima. In più, per chi è in difficoltà è sempre più complicato rimborsare un prestito: i tassi per il credito al consumo sono in ascesa, a novembre Bankitalia segnala un taeg del 9,63% (9,42% in ottobre).
Da
llo stesso bollettino della Banca d’Italia emerge anche che a novembre il tasso taeg (comprensivo delle spese accessorie) sui nuovi mutui è sceso al 5,82% , dal 5,86% segnalato ad ottobre, che rappresentava il record degli ultimi cinque anni.

Lascia un Commento

Hello world!

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!

Commenti (1)